Bayern Monaco-Chelsea, finaliste a confronto

Bayern Monaco-Chelsea, finaliste a confronto

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Quattro giorni al fischio d’inizio della finale di Champions League 2012: Bayern Monaco-Chelsea è scontro tra le due sorprese delle semifinali, squadre capaci di sovvertire ogni pronostico sbattendo fuori dall’atto definitivo le big iberiche Barcelona e Real Madrid. Qualcuno l’ha etichettata come finalina, ma non siamo d’accordo. Se il Clasico avrebbe avuto un fascino innegabile, la sfida tra i bavaresi e i Blues ha il sapore dello scontro all’ultimo sangue, tra due team che per voglia di vincere hanno dimostrato di non essere secondi a nessuno. Scopriamo il profilo delle due finaliste partendo dai padroni di casa del Bayern Monaco.

Bayern Monaco
L’Allianz Arena sarà una bolgia infernale: i bavaresi sognano di conquistare la quinta Coppa dei Campioni e di eguagliare il record dell’Inter che nel 1965 vinse il trofeo a San Siro. Proprio i nerazzurri hanno battutto il Bayern nell’ultima finale disputata dai biancorossi. Era il 2010 e Mourinho si tolse lo sfizio di vincere la seconda Champions League grazie alla memorabile doppietta di Milito. Lo Special One è stato l’avversario della semifinale con l’incredibile epilogo dei rigori, fatali al Real Madrid proprio al Santiago Bernabeu. E’ la nona finale per i tedeschi con un bilancio in perfetta parità: giocate 8 vinte 4 (1974, 1975, 1976, 2001) e perse 4
 (1982, 1987, 1999, 2010). La finale è l’occasione per riscattare un annata deludente: in campionato è finita al secondo posto dietro il Borussia Dortmund e la stessa sorte è toccata nella Coppa tedesca sabato scorso. I gialloneri hanno spazzato via dal campo il Bayern con un netto 5-2: non un bell’avvicinamento alla finale.

Chelsea
I Blues tornano sul luogo del delitto dopo l’incredibile finale persa a Mosca nel 2008 in favore del Manchester United: lo scivolone di John Terry rimarrà nella storia e la voglia di vendicarsi è stata la benzina per arrivare ad un risultato insperato solo qualche mese fa. Il capitano del Chelsea non ci sarà per squalifica (espulso con il Barça), ma ha già annunciato che sarà proprio lui ad alzare il trofeo nel caso la vittoria arrida al team di Abrahmovic. Il magnate russo non ha ancora mai vinto il trofeo più ambito ed è l’ultima occasione per un gruppo anagraficamente non giovane. Drogba e Lampard non avranno ancora molte chance e sicuramente scenderanno in campo con il coltello fra i denti. L’annata è stata un flop anche per i londinesi: Villas Boas arrivato come il nuovo Mou si è sciolto davanti all’ostracismo dei senatori e ha lasciato il comando a inizio marzo al nostro Roberto Di Matteo, bravo e fortunato nel conquistare la seconda finale della storia Blues, forte del prezioso scalpo blaugrana.

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Mar 15/05/2012 da

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