Corea del Nord: giocatori puniti come nel 1966

Corea del Nord: giocatori puniti come nel 1966

Corea del Nord - Italia 1966

Sei ore fermi in piedi su un palco allestito al Palazzo della Cultura popolare. Davanti a loro quattrocento persone che li insultano: è questa la “gogna” a cui sono stati esposti un mese fa i giocatori della Nazionale nordcoreana tornata sconfitta dai Mondiali in Sudafrica. Ancora peggio è andata al tecnico Kim Jong-Hun, finito a lavorare in un cantiere edile della capitale Pyongyang.
Ed ecco che si scopre che una punizione analoga era toccata ai reduci del mondiale 1966, prima partecipazione dei nordcoreani alla Coppa del Mondo, competizione che sembra risvegliare nella dittatura di Pyongyang i più sadici istinti…

L’umiliazione pubblica ha colpito i giocatori della Corea del Nord, rei di aver tradito la fiducia del ‘Caro leader’ Kim Jong-Il. Gli unici a salvarsi sono stati Jong Tae-se (la stella, che pianse a dirotto durante l’inno) e An Yong-hak, rientrati direttamente in Giappone.

Corsi e ricorsi storici: la Corea del Nord infatti era alla seconda partecipazione, dopo quella del 1966.
Al governo c’era allora il padre dell’attuale leader, Kim Il Sung. In quell’occasione gli asiatici arrivarono nientemeno che ai quarti di finale, e festeggiarono le loro gesta andando in un locale, alla maniera occidentale. Al ritorno in patria, il “premio” fu una deportazione nei campi di lavoro per curare l’atteggiamento da “borghesi decadenti”. Si salvò solo l’autore del gol, Pak Do Ik, rimasto in albergo per un attacco di gastrite.

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Fonte | Repubblica

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Dom 08/08/2010 da

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