Gattuso-Milan: addio anche per Ringhio

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Dopo l’addio di Alessandro Nesta, il Milan e i suoi tifosi vivono l’addio di un’altra colonna degli ultimi 15 anni rossoneri. E’ la volta di Gennaro Ringhio Gattuso: nell’incontro del pomeriggio con Adriano Galliani non è stato trovato l’accordo sull’eventuale rinnovo di un anno e di fatto si è conclusa la straordinaria parentesi di Gattuso al Milan. Per lui ora sicuramente un anno di pausa con l’impegno del corso per allenatore insieme a Gianluca Zambrotta e poi si vedrà. L’ad del Diavolo gli ha regalato il cd di Fausto LealiMi manchi“, particolare raccontato proprio dal centrocampista campione nel mondo del 2006.

La rivoluzione
Oltre al già citato Alessandro Nesta e a Gennaro Gattuso a salutare domenica il Milan e San Siro saranno Filippo Inzaghi e Clarence Seedorf. Questo quattro giocatori sono stati protagonisti della striscia vincente rossonera che dal 2002 al 2007 ha regalato 1 scudetto, 2 Champions e 2 Supercoppe Europee. Il loro zampino era meno presente nella cavalcata vincente che ha visto lo scorso anno il Milan vincere il titolo di campione d’Italia. Il cambio della guardia era necessario per evidenti motivi anagrafici, ma i tifosi non sono soddisfattissimi dei nuovi nomi che circolano per puntellare le partenze: Montolivo, Acerbi e Bakaye Traoré non entusiasmano ancora. Avranno tempo e modo di farli ricredere o di confermare i dubbi che li accompagnano al loro arrivo a Milanello.

La lettera di Filippo Inzaghi
In contemporanea all’addio di Gattuso sul sito del Milan è apparsa la commovente lettera di Pippo Inzaghi con cui saluta tutto l’ambiente rossonero: “Tutte le cose che state per leggere saranno sempre seconde, rispetto ad una. La prima e unica cosa che voglio che voi sappiate per sempre è questa: ho giocato e vinto per Noi. Giocare e vincere senza condividere le emozioni è nulla, invece io e voi, noi, abbiamo fatto tutto insieme. Abbiamo sperato, abbiamo sofferto, abbiamo esultato, abbiamo gioito. E abbiamo alzato le coppe e gli scudetti insieme ai nostri cuori. Siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda. E questo non ce lo toglierà mai nessuno. Le prime settimane, i primi mesi, mi avete studiato, ci siamo guardati. Poi, ci siamo innamorati. Quella sera contro il Torino. Eravate arrabbiati, le cose in campo non andavano bene, eravate in silenzio. Mi sono tolto le stampelle, ho iniziato il riscaldamento e il vostro ruggito dedicato a me ci ha fatto vincere la partita, ci ha proiettati al preliminare di Champions League e poi alla nostra Finale di Manchester. Io oggi voglio ringraziare con affetto e commozione il presidente Berlusconi e Adriano Galliani: la loro elettricità e la loro capacità di emozionarsi per me mi ha reso più forte, mi ha spinto oltre qualsiasi limite“. Domenica per i tifosi la possibilità di salutare degnamente la vecchia guardia che se ne va.

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Ven 11/05/2012 da

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