Genoa, Preziosi spiega l’esonero di Gasperini

Genoa, Preziosi spiega l’esonero di Gasperini

Enrico Preziosi

AP/LaPresse
Quella di esonerare Gasperini non è stata per Preziosi una scelta facile. Anzi. Il cuore gli suggeriva di andare avanti con l’uomo che ha riportato il Genoa prima in serie A poi in Europa, a suon di calcio spettacolo, conquistando il cuore del popolo rossoblu. La testa, però, gli diceva che urgeva una svolta. E così il presidente ha seguito la testa. Anzi, la pancia: “È stata una decisione presa con la pancia. Se avessi ascoltato il cuore probabilmente non avrei fatto quello che ho deciso. È una scelta impopolare ma io non seguo la tifoseria, non posso farmi condizionare dalla piazza”.

A Preziosi non è piaciuto il modo con cui è arrivata la sconfitta di Palermo: simile alle altre quattro di questo campionato: “Dopo dieci minuti ho visto che noi eravamo diventati pecore e loro lupi e se ti fai pecora gli altri ti mangiano. Questo a me non piace. Quando mi arrivano certe sensazioni non valgono più né il cuore né la testa ma solo qualcosa di inspiegabile con cui ho sempre fatto le mie scelte professionali”.

E così la decisione di mandare via il tecnico rimasto sulla panchina genoana cinque anni: “Resta il dolore per un rapporto di stima e affetto che va a concludersi. Sono ancora convinto che Gasperini sia uno degli allenatori più preparati d’Italia. Credo che lui sia dispiaciuto quanto me”.

La svolta era però inevitabile. Secondo Preziosi doveva essere fatta prima, quando il feeling si era incrinato: “Sicuramente qualcosa non andava già alla fine dello scorso anno. Con il senno di poi non avremmo dovuto cominciare insieme questa stagione”. Dalle parole del presidente emerge anche che qualcuno all’interno dello spogliatoio non andasse più d’accordo con Gasperini: “Quando ho dato l’annuncio qualcuno era dispiaciuto, qualcuno ha detto di esserlo e qualcuno era contento”.

E ora tocca a Ballardini: per lui un contratto fino a giugno. Per ora: verrà riconfermato solo se raggiunge un obiettivo. Quale? Preziosi non lo dice. Si limita ad affermare che “abbiamo un organico da primi sei, sette posti, ma ora siamo dodicesimi”. L’Europa League è l’obiettivo richiesto a Ballardini? Conoscendo Preziosi, è il minimo.

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Fonte | ilgiornale.it

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Mar 09/11/2010 da

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