Ciclismo

Tutte le notizie più fresche dal mondo del ciclismo, nazionale e internazionale, con il contributo di foto, video, interviste ai personaggi di rilievo e naturalmente approfondimenti sui grandi giri europei.

Milano Sanremo 2014 al norvegese Kristoff, grande attacco di Nibali

Milano Sanremo 2014

La Milano Sanremo va per la prima volta a un norvegese: dopo 105 edizioni, quella del 2014 sorride all’outsider Alexander Kristoff con una volata irresistibile sul lungomare Calvino, sotto a una pioggerellina gelata e con un clima che ricorda da vicino quello delle (tarde) primavere del Nord Europa più che quelle del Mediterraneo. La Classicissima è stata ancora una volta contrassegnata da una temperatura non così mite e gentile per i corridori che si sono dovuti sorbire 300 chilometri battendo – letteralmente i denti – non un’impresa da tregenda come nel 2013 con la neve e le navette, ma comunque impegnativa. Grande cuore di Vincenzo Nibali ancora una volta: il siciliano ha tentato la fuga della vita dalla Cipressa, ma è stato ripreso sul Poggio.

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Marco dieci anni dopo: Pantani ancora senza giustizia [FOTO]

Marco Pantani, dieci anni dalla morte

Ma quello lì, è parente dell’Armstrong andato sulla Luna? Scherzava così Marco quando il texano spianava le salite che erano regno unico del Pirata. A sentirle oggi, certe frasi, capisci come non fossero battute, ma verità sottovoce su quello che avremmo scoperto più di dieci anni dopo, e che allora tutti si ostinavano a negare. Lance Armstrong ha rubato sette Tour de France, dopato. Marco Pantani è stato ucciso sulla base di controlli (Giro d’Italia 1999, Madonna di Campiglio) che di per sé non erano neanche mirati a rilevare una positività. E c’è chi, oggi, giura di avere le prove, la testimonianza, di un ematocrito dentro ai limiti la sera prima del 5 giugno 1999, il giorno del controllo.

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Danilo Di Luca alle Iene straparla sul doping nel ciclismo

Danilo Di Luca

Danilo Di Luca è il primo ciclista italiano radiato per doping e ha pensato bene di parlare alle Iene del proprio rapporto con il doping. Più che una confessione è un viaggio allucinante all’interno di una condotta non solo sportiva, ma anche di vita completamente scondisderata e al di fuori da ogni logica morale o anche solo di buon senso. L’abruzzese ha confessato di essersi dopato praticamente da quando era poco più di ragazzino per “non rimanere indietro” e ha affermato che “senza doping è impossibile vincere”, che “tutti si dopano, il 90% almeno” e che il suo unico rimpianto è quello di “essermi fatto beccare tre volte”. Finito qui? No, perché parla anche di combine in corsa.

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Giro d’Italia 2013: classifiche finali

Alessia Ventura madrina del Giro d'Italia 2013

In questa pagina possiamo trovare la classifica del Giro d’Italia 2013 con la classifica di tappa e quella generale, ovviamente prendendo in considerazione solo i primi posti e i corridori più importanti. Qui sotto la classifica generale finale:

1 NIBALI Vincenzo ITA AST 84:53:28
2 URAN URAN Rigoberto COL SKY 84:58:11 +4:43
3 EVANS Cadel AUS BMC 84:59:20 +5:52
4 SCARPONI Michele ITA LAM 85:00:16 +6:48
5 BETANCUR GOMEZ Carlos A. COL ALM 85:00:56 +7:28
6 NIEMIEC Przemyslaw POL LAM 85:01:11 +7:43
7 MAJKA Rafal POL TST 85:01:37 +8:09
8 INTXAUSTI ELORRIAGA Benat ESP MOV 85:03:54 +10:26
9 SANTAMBROGIO Mauro ITA VIN 85:04:00 +10:32
10 POZZOVIVO Domenico ITA ALM 85:04:27 +10:59

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Giro d’Italia 2013, tappa 21: a Brescia Cavendish prima di Modolo e Viviani

Giro d'Italia 2013, ultima tappa

Negli occhi ancora la neve delle Tre Cime, l’impresa di Vincenzo Nibali, la maglia rosa che spunta nella bufera, gli attacchi per entrare a far parte dei grandi. E’ già passato, ieri, perché oggi a Brescia c’è tutta un’altra storia da raccontare. I 197 chilometri della ventunesima tappa da Riese Pio X a Brescia saranno passerella conclusiva dedicata agli sprinter. Piatta come un biliardo, sette giri su circuito nel finale, è la frazione per i velocisti, Mark Cavendish in testa. L’inglese deve conquistare la vittoria per strappare anche la maglia Rossa, passata di mano ieri e sulle spalle di Vincenzo Nibali.
E’ la giornata del “rompete le righe”, quella che manda in archivio l’edizione più condizionata dal maltempo che si ricordi. Se vorrete, seguite con noi in diretta la corsa a partire dalle 15:30.

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Giro d’Italia 2013, tappa 20: impresa di Nibali sulle Tre Cime di Lavaredo

Giro d'Italia 2013, Tre Cime di Lavaredo

E’ la faccia bella e pulita del ciclismo Vincenzo Nibali. La maglia rosa trionfa sotto la neve sulle Tre Cime di Lavaredo e lascia un marchio indelebile sull’edizione 2013.
Ha messo sulle rampe durissime tre allunghi in un chilometro, quando ne mancavano tre all’arrivo. Irresistibile, ha proseguito in solitaria sul gruppetto di colombiani che si è giocato la seconda posizione: Duarte davanti a Uran e Betancur.
Salta Cadel Evans, che perde il secondo posto, agguantato da Uran. Scarponi paga oltre 1 minuto sotto il traguardo e non riesce a salire sul podio, restando a 52 secondi dall’australiano della Bmc. Racconta così, il marchigiano, l’ultimo chilometro: «Durissimo e freddissimo anche oggi, non finiva più. E’ stato un chilometro durissimo. Nonostante il brutto tempo il pubblico ci ha dato la forza di arrivare qua in cima». Gran prova anche del giovane Fabio Aru, quinto a 43″ dal capitano in maglia rosa. Il sardo ha risolto i problemi fisici che lo hanno accompagnato per tutto il Giro e ha confermato quanto di buono ci si aspetta da lui.

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Giro d’Italia 2013, annullata la tappa di Val Martello [FOTO]

Giro d'Italia 2013 La Diciottesima Tappa

Non si correrà oggi al Giro d’Italia. Troppo freddo e neve per affrontare i 160 chilometri che avrebbero dovuto portare la carovana da Ponte di Legno sul Val Martello, inedita salita dell’edizione 2013.
La notizia è arrivata pochi istanti fa, dopo che ieri era stata annunciata una variazione al percorso originario, che prevedeva Stelvio e Gavia.

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Giro d’Italia 2013, tappa 18: Nibali domina la cronoscatalata, è il padrone della corsa

altimetria cronometro mori polsa, giro d'italia 2013 tappa 18

Vince con la maglia rosa sulle spalle. Vince come fanno i dominatori delle corse a tappe. Vincenzo Nibali pone il sigillo sulla cronoscalata da Mori a Polsa, senza che ci sia stato nemmeno un metro in cui fosse in dubbio la forza del siciliano.
Solo Scarponi ha saputo resistergli fino a metà percorso, poi il marchigiano ha sofferto nel secondo tratto, là dove Nibali ha proseguito il ritmo infernale che gli vale il successo. Adesso in classifica generale si fatica a trovare avversari, perché la supremazia messa in mostra in salita lo mette al riparo da qualunque attacco nella due giorni che attende la corsa rosa.
Cadel Evans paga pesantemente dazio, vedendo il distacco su Uran ridotto ad appena 10″. Scarponi può nutrire ancora chance per il podio, ma quella prima posizione rosa, sembra affare off-limits per tutti.

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Giro d’Italia 2013, tappa 17: a Vicenza è bis per Visconti

Giro d'Italia 2013, Tappa 18

Arriva il secondo successo al Giro 2013 per Giovanni Visconti. Il corridore della Movistar beffa tutti sul traguardo di Vicenza, partendo sul GPM di Crosara a 20 chilometri dall’arrivo. Resiste al gruppo che non ha saputo organizzare l’inseguimento, con i velocisti staccati sulle rampe troppo dure per Cavendish e Gatto. Quelli rimasti davanti non hanno avuto la squadra per andare a riprendere il fuggitivo.
Tipico attacco da finisseur, la sparata giusta al momento giusto. «Non mi sembro neanche io, anche se in realtà è quel che la gente si aspetta da me. Il Galibier mi ha fatto resuscitare, sentivo che la gamba era buona e già ai meno 5 sapevo di poter arrivare», commenta il vincitore di tappa guardando le immagini.

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Giro d’Italia 2013, sedicesima tappa: Intxausti vince a Ivrea, Santambrogio in ritardo

Giro d'Italia 2013, tappa 17

Poteva andar in porto la fuga da lontano, oggi nella 16ma tappa del Giro d’Italia 2013, con arrivo a Ivrea. Invece, quando si son trovati davanti ben 22 attaccanti, è mancato l’accordo.
E’ stato così un finale pirotecnico, contraddistinto dalla scalata al Gpm di Andrate, a 18 chilometri dall’arrivo. Gran selezione e a pagare sono stati anche i big della generale, Mauro Santambrogio nello specifico, arrivato con oltre 2 minuti di ritardo sul traguardo.
La corsa si decide dopo la discesa tecnica, ai meno dieci, quando si torna in pianura e tra i vari attacchi è quello dei luogotenenti di Nibali e Scarponi – Kangert e Niemiec – ad andare a buon fine. Con loro anche Intxausti – già maglia rosa per un giorno – quello della cronometro di Saltara. Lo spagnolo Movistar riprende da dove aveva interrotto il team di Unzue, cioè la vittoria sul Galibier di Visconti e beffa Kanger e Niemiec.

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Giro d’Italia 2013, quindicesima tappa: impresa di Visconti sul Galibier di Pantani

Giro d'Italia 2013, 15ma tappa

Vincere sul Galibier non è mai cosa da poco. Vincere in solitaria e sotto la neve, aggiungono emozione, prestigio. Giovanni Visconti firma la tappa corsa nel ricordo del Pirata, Marco Pantani. Il Giro 2013 arriva sulla montagna che nel 1998 fece da scenario all’impresa simbolo del ciclismo degli ultimi 20 anni, e lo fa nonostante la neve, scatenatasi nel finale, quasi ad aspettare e prendersi beffa dei corridori anche oggi eroici nell’affrontare i 141 chilometri della frazione partita da Cesana Torinese.
Vince dopo un anno “stregato”, Visconti; quella tappa sfuggita nel maltempo di Pian dei Resinelli, oggi gli viene restituita con gli interessi, se possibile. Tanto è il significato intrinseco che ha la 15ma tappa della corsa rosa.

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Giro d’Italia 2013, quattordicesima tappa: Santambrogio davanti a Nibali sullo Jafferau

Giro d'Italia 2013, 14ma tappa

È Mauro Santambrogio a spuntare dalla nebbia che ha avvolto lo Jafferau. Il corridore della Vini Fantini ha preceduto la maglia rosa Vincenzo Nibali, che negli ultimi chilometri ha attaccato e scatenato la bagarre. Grande prestazione di Santambrogio, che si trova adesso a pochi secondi dal podio: “Forse non me ne sto ancora rendendo conto, un tempaccio, giornata freddissima con la neve. Nel finale ai due e mezzo ha attaccato Vincenzo e l’ho seguito subito, stavo bene. Ce la siamo giocata, vittoria a me e secondi d’abbuono per lui, è andata bene a entrambi”.

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Giro d’Italia 2013, tredicesima tappa: Cavendish-poker nella frazione più lunga [FOTO]

Giro d'Italia 2013, tredicesima tappa

Ancora Cavendish sul traguardo della tappa più lunga del Giro d’Italia 2013. L’inglese della Omega Quick Step riesce a strappare il quarto successo alla corsa rosa, su un terreno che non dava per scontato l’arrivo in volata. Ha resistito sulle insidie delle Langhe, mantenendo le forze per sprintare, anticipando gli avversari ai 320 metri da Cherasco. Giornata contraddistinta da una lunghissima fuga, ripresa solo negli ultimi chilometri.
Domani si torna a salire, con l’arrivo all’insù del Jafferau.

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Giro d’Italia 2013, dodicesima tappa: a Treviso Cavendish senza avversari, salta Wiggins [FOTO]

Giro d'Italia 2013, dodicesima tappa

Quanti danni che fa la 12ma tappa del Giro d’Italia 2013! L’arrivo di Treviso era scritto: volata e Cavendish alla caccia del tris. Fin qui tutto da pronostico, anche se non poche difficoltà ha avuto il gruppo a chiudere sulla fuga di giornata, cinque uomini all’attacco nonostante un meteo da lupi, roba da Giro di Lombardia più che primavera rosa. Pioggia insistente sui 134 chilometri di corsa, che hanno fatto a loro modo danni irreparabili in ottica classifica generale. A pagare è Bradley Wiggins, oggi attardato di ben 3’35″. L’inglese ha perso le ruote del gruppo nella discesa dal Montello, a 40 chilometri da Treviso.
Non è riuscito a riportarsi su Nibali, Evans e tutti i migliori, nonostante l’inseguimento guidato da tutto il team Sky, fatta eccezione per Rigoberto Uran, adesso punta unica e uomo di classifica. Dice addio ai (pochi) sogni di gloria, quelli che nutriva prima del via da Napoli e dopo le prime difficoltà col bagnato, Bradley Wiggins.

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Giro d’Italia 2013, undicesima tappa: sul Vajont trionfa Navardauskas [FOTO]

Giro d'Italia 2013, tappa Vajont

Ramunas Navardauskas, già maglia rosa al Giro d’Italia dello scorso anno, vince sull’arrivo del ricordo: il Vajont. L’undicesima tappa era frazione sulla carta dedicata a chi aveva voglia e forze per andare in fuga. Le han trovate in 20 quelle forze necessarie per staccarsi dal gruppo maglia rosa, arrivato oggi con un ritardo di 5’40″ regolato da Kiserlovski.
Il lituano della Garmin ha scelto il momento giusto per attaccare e andare a riprendere insieme a Daniel Oss il tedesco Gretsch, lesto ad avvantaggiarsi nella discesa da Sella Ciampigotto, ascesa sì lunga ma tutt’altro che irresistibile.
Il venticinquenne compagno di squadra di Hesjedal, anche oggi in difficoltà e arrivato con i velocisti, ha sfruttato le doti da cronoman per riportarsi nel giro di pochi chilometri sul corridore della Argos; iniziate le prime (facili) rampe verso l’arrivo ha forzato per verificare la tenuta di Oss, che non ha potuto far altro che lasciarlo andare in solitaria.

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